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15/09/2006

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Documento senza titolo

Gombola, Frazione di Polinago
Luigi Serri
Agricoltore
Aspetti di vita in borgo di montagna.
Agricoltura: le diverse qualità coltivate, le tecniche, la letamaia  

PARTE 1

Luigi, qui ci troviamo a Gombola?
Luigi: l’ultima caseggiata della parrocchia di Gombola.
Come si chiama questa borgata?
Luigi: Casella di Maranello.
A quanto tempo risale questa borgata?
Luigi: chi lo sa, precisamente. Perché sa quante case sono andate giù? Qua c’erano tutte case una volta, era più grande, adesso è diventata più piccola.
Adesso in quanti siete rimasti in questa borgata?
Luigi: io e mia moglie. Adesso non c’è nessuno.
Lei è sempre vissuto qui con la sua famiglia?
Luigi: sì, io sono nato qua nel ’28.
E nel ’28 in quanti eravate qua?
Luigi: nella famiglie di sopra erano quattro o cinque. C’era un’altra famiglia, che era mio nonno, il padre di mia madre, e suo fratello che abitava di sopra. Poi, dopo, è morto e sono rimasti i cugini di mia madre, figli di fratelli. Dopo lui ha venduto, ha comperato un altro e di seguito ho comperato io. Adesso è tutto mio.
Secondo lei da quanto tempo esiste questo posto?
Luigi: bisogna guardare lì dietro se si trova qualche millesimo vecchio…
Lei non ne ha trovati?
Luigi: no, io non so di quanti anni possono essere le prime case che sono state costruite perché una casa veniva già di là. Ho visto, l’altro giorno, piantando questi pali, che lì sotto c’era delle case.
Si, perché qua è un terreno franoso…
Luigi: no, qua no. Qui non frana mica. A Maranello sì, qui non frana perché c’è lo scoglio sota che an frana menga. Giù di sotto è franato due o tre volte, ha portato via la strada andava giù di lì, laggiù in fondo dove ci sono tutti quei campi c’era la piazza perché faceva parrocchia un tempo, c’è una storia della borgata di quelle case lì, che festeggiavano San Pancrazio il 12 di Maggio. Quando è franato l’ultima volta sempre veniva la grandine, si sono decisi che il protettore della parrocchia era Santa Rita perché la chiesa era là. Là c’era tutta la borgata di Maranello e là, dove si curva, c’era il cimitero. Laggiù la chiamano “piazza” perché ci facevano la fiera, c’è tutta la storia, ha franato due volte. Quando viene l’aratura si trovano ancora i sassi in quei campi perché la terra piuttosto cala e vengono fuori dei sassi proprio di case.
Ha anche della terra lei qua attorno?
Luigi: ah sì, 60 biolche!
Le coltiva tutte?
Luigi: ah no, c’è tanto bosco.
E nel resto cosa coltiva?
Luigi: il prà, l’erba e basta. Un po’ di uva, l’orto e basta. Del resto non faccio mica più dei lavori.
Che uva ha? Anche lei la tosca?
Luigi: ah quella lì è tutta tosca!
Una volta Luigi cosa si coltivava su questa terra?
Luigi: una volta facevano il frumento, il granoturco.
Avevate anche la stalla?
Luigi:io avevo la stalla.
Era una stalla dove ci stavano molte mucche?
Luigi: avevo quattro o cinque vacche.
Di che razza erano?
Luigi: allora erano quelle vacche nostrane che non ci sono più. Quelle che lavoravano, tiravano il baroc, facevano poco latte ma… Poi qui non abbiamo sistemato perché nei tempi indietro la strada andava giù di qua e abbiamo fatto uno stradello per venir sù con la macchina da battere, ci attaccavano tre o quattro paia o cinque di bestie.
Dove trebbiavate qui?
Luigi: in quest’aia qua e là di dietro.
Ne facevate due?
Luigi: due impianti. I primi tempi c’era la caldaia a legna. Allora si facevano i pagliai, poi dopo sono venuti i motori e l’imbaladura che si imballava la paglia.
Quanto frumento facevate voi?
Luigi: circa 20-30.
Cosa si seminava una volta?
Luigi: ai tempi di una volta si chiamava l’arietton, poi dopo c’era l’argeri, il mentana, e al nuvantasei.
Quanti sementi facevate qua?
Luigi: oh non so, quando avevi fatto 15 o 16 era dura… Perché c’erano le posizioni, tra il posto a nord e il posto a sud c’era una differenza bestiale. In certi posti non veniva bene e si seccava, perché quello lì quando si mieteva a mano… c’è una storia lunga, perché non c’erano mica i frumenti di adesso, alti così: si seminavano dei frumenti che venivano lunghi… E quando si batteva il granoturco a quei tempi, quando ero piccolo – perché sono 67 anni che lavoro in campagna, è tanto eh… – si vangava il prato all’inverno così marcivano tutte le radici e dove c’era la stoppa, era venuto il frumentone in estate e si vangava la primavera, le radici cominciavano ad asciugarsi in febbraio e marzo e poi si iniziava a vangare; qui c’è una terra molto valida, ci viene di tutto, tutte le cose ci vengono in questa zona.
Vangavate tutto a mano?
Luigi: ah una buona parte sì, si vangava per dei mesi.
Anche il grano vangavate?
Luigi: no, per il frumento no, si passava con le mucche quando è primavera, quando è un po’ bagnata.
Fate ancora il pane?
Luigi: no, perché è stata malata mia moglie, non lo facciamo mica più.
Però l’Antonietta abbiamo visto che sta facendo la conserva oggi, è operativa al massimo, quindi qui vivete solo lei e sua moglie?
Luigi: solo d’estate, perché d’inverno abbiamo la casa a Lago. Ho mio fratello, mia sorella là, qui gli stecchi per il forno, nel fuoco ce ne va tanti degli stecchi. Questo è un altro forno e poi ce n’è un altro di là.
Due famiglie e usavate tutti questi forni?
Luigi: questo era il nostro primo generale dei tempi indietro, poi quello era della famiglia di sopra, quello si era guastato, era vecchio vecchio e l’ho fatto là…
Allevavate uno o due maiali?
Luigi: sempre uno per uso della famiglia. Adesso è pieno di legna, era là il forno dove si metteva dentro il pane.
Qui c’era la stalla e qui il letamaio…?
Luigi: c’era l’abitudine di tenerlo coperto il letamaio. C’era come un portico, non lo tenevano che si bagnasse con l’acqua perché perde a bagnarsi.
Sopra la stalla c’era il fienile?
Luigi: sì, lì ci abitava uno che suonava la fisarmonica, si chiamava Carletto. In cima a quella scala suonava per quanti anni…
Questa casa è dove viveva l’altra famiglia?
Luigi: sì, i miei parenti, il fratello di mio nonno, il padre di mia madre. Dice chi se ne intende che fosse una casa signorile. Sa quanta gente c’è stata qui a vedere? Ah ma è stato fatto anche un film, c’erano quelli della Rai di Bologna.
Quanti anni ha Luigi?
Luigi: 78 a ottobre. Sono stato fortunato, perché nella mia classe c’ero solo io nel ’31. Io ho fatto solo la terza. Mi hanno fatto ripetere la terza perché era giovane la maestra, c’era una romagnola, e dopo quelli che avevano tre anni di meno li hanno mandati a Gombola a fare la quarta e la quinta.
Anche lei va giù in osteria dalla Maria?
Luigi: adesso ci vado un po’ meno, ma sempre nei tempi indietro.