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25/09/2006

Dopoguerra


Documento senza titolo

Modena
Lino Fini
Salumiere, cameriere, cuoco  
Il ristorante “Fini di Modena
Pasticcio di tortellini
Carrello dei bolliti e arrosti Amaretti  

PARTE 4

Davanti alla vetrinetta dell’argenteria

Questa è un po’ la vetrinetta dei ricordi?
Lino: questi i ricordi del vecchio ristorante Fini che sono ancora qui e sono ancora belli. Questo qui per tener formo il formaggio, il cestello per metterci il fiasco del Chianti, il cestino degli amarelli che si servivano al tavolo a fine pranzo, il porta uovo alla coque, le salsiere, la caraffa, la formaggiera, sono tutti oggetti che noi abbiamo adoperati per anni… mi ricordo che quando erano da pulire…
Nelle caraffe cosa ci si metteva, l’acqua?
Lino: più che altro acqua.
 Mi tolga una curiosità, quando è nata questa mania dell’acqua minerale?
Lino: oh non me lo chieda perché non me lo ricordo, le posso dire però che sotto alla sala lì dove eravamo prima, che adesso è coperta, c’era un cortile, lì c’era una fontana, andavamo con quelle caraffe lì a prendere l’acqua, quel mascherone che c’era lì sotto è alla Pomposa sulla sinistra delle Chiesa, c’è una mura con dell’edera, in fondo c’è una fontana quel mascherone lì, è della fontana dove io andavo a prendere l’acqua quando avevo quindici anni…
E si serviva quella a tavola, poi si è incominciato con quella minerale?
Lino: ma non la cercava nessuno quella minerale, era buona quella.
 Avevate anche il Chianti non solo il Lambrusco?
Lino: sì, anche il Chianti, era fornita bene la cantina, cercavamo sempre di avere il migliore, avevamo anche dei vini e degli spumanti francesi.
 Chi era l’esperto?
Lino: l’esperta era la signorina Giulietta Fini, era lei che faceva gli acquisti, che parlava con i fornitori, era molto in gamba, poi dopo che non c’era più lei faceva tutto il dr Giorgio, io parlo di quel periodo in cui il dr Giorgio non c’era, faceva ancora il medico.
 Questo divanetto?
Lino: questo è il divanetto dove ha mangiato Ingrid Bergman e Rossellini.
 Si ricorda anche cosa mangiarono?
Lino: non mi ricordo cosa mangiarono, proprio no… sarebbe una cosa troppo bella ricordare quello… Ricordo che sono stati begli anni, tutti, anche se sono stati di sacrificio perché abbiamo lavorato tanto, però c’era soddisfazione, la nostra era una famiglia, non che ci fosse un padrone e un servitore, eravamo tutti insieme, l’uno per l’altro, tutti salutavano e si faceva molta poca fatica a lavorare, andavamo a casa meno stanchi. Una cosa che diceva sempre il nonno della signora Annamaria “andate a casa e dormite in fretta che domattina siete più riposati”. Quando è venuta Maria Josè con suo marito, la regina del Belgio, vennero a Modena e fecero quella festa prima della guerra, direi che è stata nel ’38, hanno fatto il Mac Pi 100. In quella serata lì si portò un quintale di tortellini all’Accademia che abbiamo fatto tutti noi, qui, a mano.
 Allora la Salumeria era la fornitrice dell’Accademia?
Lino: allora la Salumeria era la fornitrice dell’Accademia.
 Di cotechini, di salumi?
Lino: tutto quello che ci voleva, tutto quello che faceva parte della cucina, salumi, carne… li portavamo noi.